Questo tipo di ipnosi interviene su emozioni come ansia e rabbia che spingono il soggetto dentro a un circolo vizioso nel quale è facile entrare, ma difficile uscire. Dipendenza da sostanze, relazioni, situazioni, oggetti, cibo, che servono a sopire quella fame di amore e di attenzione intorno a cui ruota la vita del soggetto, il quale pertanto, non riesce a emanciparsi, perché troppo impegnato a soddisfare quel bisogno. Un bisogno che probabilmente si è creato in seguito a circostanze legate alla propria storia personale, a dinamiche famigliari disfunzionali o a veri e propri drammi o traumi, che non sono stati elaborati sufficientemente. In questa ottica durante le sedute di ipnosi, il terapeuta andrà a fortificare l’io del soggetto attraverso l’uso di metafore appropriate e a una relazione terapeutica sana, nella quale il paziente potrà dedicare il giusto tempo e spazio, alla propria emancipazione personale.
A questo proposito, il celebre ipnotista Rolando Weilbacher suggerisce di ricorrere oltre all’induzione di rafforzamento dell’Io del soggetto, finalizzata ad aumentare la sua autostima, anche a delle tecniche avversative, ossia delle visualizzazioni negative nei riguardi dell’alcol, in cui il soggetto, durante lo stato di trance, sarà indotto a immaginarsi ubriaco, in un contesto caratterizzato da altri ubriachi che bevono, vomitano e emanano un odore nauseabondo. “Un condizionamento che si ottiene mediante ripetute associazioni di uno stimolo sgradevole (per esempio, odore di ammoniaca) con la rappresentazione mentale degli attributi visivi, olfattivi, gustativi e cenestetici, legati alla bevanda alcolica abitualmente consumata” (Merati & Ercolani, 2015, p.293).